“NELLO SPECCHIO DI ALICE”

Sempre poesia come ordine inedito del nostro pensiero, come un richiamo di verità.
Poesia, questa, che corre sulle ali del vento e trova l’approdo giusto nella composizione di una luce riflessa dello “specchio di Alice” che lacera e ricompone attraverso l’opera artistica di Stefano Rollero.
Espressioni poetiche che, con la loro freschezza, s’intrecciano con le note musicali dell’orchestra “Rocca Merletti”.
Poesia, arte e musica, questo viene offerto, sabato 18 aprile, al pubblico della Sala Cervi di Caselle che diviene, nell’immaginario del nostro microcosmo, una specie di Parnaso dove la fonte Castalia consacrava l’uomo alla poesia, all’arte delle immagini nel richiamo del mito e alla musica.
La poesia di Rossella Seller giunge da Roma per portare a tutti noi, come in un gemellaggio culturale, i suoi versi e la sua prosa “freschi come bicchieri” per dirla con il linguaggio del grande poeta livornese Giorgio Caproni.
Una raccolta poetica spontanea in un libro breve, come un copione ricco di significati che mira al cuore dell’uomo spronandolo a guardare al senso della vita dalla giusta angolazione e, a volte, all’amarezza del tempo che s’invola troppo in fretta e non sono possibili gli esorcismi che si pongono in atto per fermarlo.
Questa soave, dolce poesia, capace di raccontare e far meditare senza troppo rumore è una miscela armoniosa ed elevata che riesce, con le altre due arti eccelse richiamate, ad aprire un cammino tra presente e passato che s’intreccia e ritorna con l’immagine della definizione completa di anima e vita.
Un punto d’incontro nell’arte che diviene uno spettacolo, sull’orlo della notte, per suscitare allo spettatore delle emozioni forti e mai banali.
Una giornata, per noi, all’insegna della poesia che inizia con i suoi amatori alla biblioteca di Mappano, con l’autrice del libro (edito dalla collana LietoColle) e poi con la poesia che fa spettacolo nella Sala di Caselle.

Antonio Zappia.
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Sabato 18 Aprile 2009

Nella piovosa e fredda serata di un pigro sabato sera, davanti ad una folta platea di pubblico, si incontravano l’Arte emergente di Stefano Rollero e la Poesia di Rossella Seller per condividere emozioni ormai dimenticate in una civiltà smemorata delle proprie origini dove l’ estro degli Artisti fatica sempre di più a sopravvivere in una società in cui lo scetticismo ed il materialismo rischiano di farla da padrona.

A dimostrazione che l’Arte in sè diventa sempre più un privilegio per pochi.

A incorniciare l’evento la Musica del gruppo Ensemble “Rocca Merletti” che apre la serata con con il brano di “Shostakovich”.
Susseguono tra i brani musicali, la lettura della poesie: voci recitanti: Carla Jksethc, Livio Vaschetto, Antonio Zappia.
Verso la fine della serata prende la parola la poetessa, Rossella Seller ( nonchè medico di professione a Roma) ringrazia l’Amministrazione, gli Assessori, la presenza del numeroso pubblico, breve motivazione del libro, della scelta dell’opera di Rollero inserita nella copertina, i suoi progetti futuri di scrittrice.

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Micro-mostra in Caffetteria ( 8 Marzo 2008 )

cimg1403bnuovissima10.jpgInvito

 

Vale la pena fare una micro-mostra solo per farla? Dico di no, anche una micro-mostra deve nascere con una idea, un progetto e una necessità. Ci sono pochi mezzi, non c’è brochure, ecc. Credo sia sempre importante promuovere espressioni artistiche ( visto che gli enti locali non se ne occupano mai).

Ritengo importante allestire una mostra anche organizzandola in una caffetteria. Nella mia carriera ho lavorato un pò dappertutto, confrontandomi con diversi soggetti e impegni, grazie alle quali cerco sempre di arricchire la mia tecnica, tra collages, pittura, tecniche miste, scultura.

 L’esposizione comprende uno specifico lavoro dedicato all’ 8 Marzo, e nuove opere legate agli stati d’animo, alle attese, ai sogni e magari delle chimere di tutti. La recente porta di cascinale: “Il tempo appare come un eterno ricominciare” (1,80x 75x2cm.).materiale povero, restaurato e dipinto: si configura come una questione essenziale in un momento come l’attuale dove tutto si deve riciclare….

Pezzo forte: una installazione dal titolo: “Staremo tutti bene!” Una metafora ironica, una sfida ai “privilegi della politica” una provocazione artistica che racconta il disagio sociale, l’incertezza, la diffidenza verso la casta dei partiti, alle frivole promesse negli slogan della campagna elettorale. Per qualcuno la visione dell’opera sarà dissacrante e sicuramente susciterà indignazione, ma è quello che voglio!

 

“SEGNI”

 

Micro-mostra personale di

Stefano Rollero

 

Caffetteria ” I portici”

 

Inaugurazione: Sabato 8 Marzo ore 12

Presenta : Antonio Zappia critico d’arte

 

 

 

 

 

dall’ 8 al 23 Marzo 2008

Caffetteria “I portici” di Palazzo Mosca, via Torino Caselle Tor.

 

Info: 338/4155261

E-Mail: stefanorollero@hotmail.com

Web art site: http://www.artmajeur.com/catanquader

 

 

 

“Alone di significati astratti e di simbolo….”

cimg1395nuovissima9.jpg“Alone di significati astratti e di simbolo….” composizione plurimaterica, 60×60-2008Immagini sospese, tempo, giorno/notte, cifre, misure, spazio, sfere, equilibri, mecaniche celesti, frammenti, tracciati, reperti, traettorie dell’esistenza, riflessi, caducità dell’ombra, percezioni, limite, parvenza: il tutto per saltare il confine tra arte-vita-tempo. Il tempo diventa artefice del mio discorso, il senso dell’impoderabile, del mistero, della verità inesplorata del nostro essere. Chiamiamo coscienza l’obiettivo da scoprire…

Lettera d’amore di altri tempi…

lettera-damore-d-altri-tempi.jpgUna lettera ritrovata per caso, nella soffitta di una casa di campagna in seguito ad una sua ristrutturazione, in una scatola di scarpe avvolta da polvere e ragnatele, assieme a vecchie foto, immagini sacre, cartoline, un vecchio porta spiccioli, una piccola tabacchiera in legno, di cui è dubbia l’appartenenza.

Una dichiarazione, una vera confessione d’amore, una lettera umile di un presunto suonatore di strumento musicale di fine ‘800. L’autore quasi sicuramente apparterrebbe al mondo rurale e contadino di quel periodo. Desiderava sicuramente conquistare una ragazza in quel tempo di rarefatta spiritualistica del contesto sociale,in cui la sua sarebbe stata un’impresa piuttosto ardua, seppur nella sua ingenuità fosse conscio di ciò che voleva. Un’ espressione sentimentale essenziale, composta ( per la cultura e scolarità di quel periodo) da semplici sentimenti,di sicuro veri…. Mi sembra una lettera davvero antica come quelle dei bei romanzi di una volta, dei poemi, è romantica e appassionata per definizione. Poco importa la preparazione lessicale o grammaticale, l’importante è come il pensiero viene espresso, in quale modo si manifesta il sentimento. Chissa quale fosse l’età del compositore, forse un ragazzo, magari scriveva con penna e calamaio di notte al lume di candela, o forse al fuoco notturno tra gli odori della stalla……forse era la sua prima lettera rivolta ad un amore novello dalle “pallide mani e dita rosse…”Verso la fine dello scritto, sorprende il connubbio romanticismo-ironia :

 “L’inchiostro nero, foglio verde, il nostro amore non si perde”. Questo mi ricorda la canzone ‘Lettera d’amore’ di Roberto Vecchioni,in particolare:

‘….le lettere d’amore non sarebbero d’amore se non facessero ridere, non aver paura, non aver mai paura di essere ridicoli: solo chi non ha mai scritto lettere d’amore fa veramente ridere……’
 

“Una lettera d’amore di altri tempi…
Un momento di pensieri negli echi della sera….
un pensare languido, che sosta sulla soglia del cuore..
sfuggono le frasi……
Un sentire d’immensa solitudine voluta e odiata
ma voglia di tenerezza, dolcezza, calore…d’amore.”

Questo è tutto riguardo alla lettera, Dalla lettura viene fuori l’idea di affiancare la lettera alle tempere e collages. Ho tentato di trasferire nella tela la lettera, con tracce e segni, parole e immagini….Imbrigliare il senso antico e contadino di intimo sentimento del vivere mai scontato ma venato da un senso di speranza, attesa… Il mio lavoro rappresenta una riflessione fra passato e presente, una proposta che ripropone il mito pasoliniano della civiltà contadina, una mia precisa volontà di lasciare che le cose parlino da sè, come un’invito a ritrovare un senso nel rapporto diretto con la terra, il ruotare delle stagioni, l’esprimere i sentimenti con pudica semplicità. ( opera di collages plurimaterico, 55×45-2007)

( testo integrale della lettera)


“Dichiarazione d’amore” (autore sconosciuto.)Vi amo, i vostri occhi mi dicono che voi potete essere verso di me crudele, esprimere il vostro bel viso: La vostra bella immagine , è per questa ragione veramente ho deciso di volervi chiaramente parlare per dirvi tutto l’amore che il mio cuore sa provare; sia gentile , vorrei che le sue belle colorite labbra a dirmi di si, così, sollevarmi e liberarmi da tante angosce.

Vorrei ammirarvi ed appoggiarmi sulla vostra fiducia, desiderando infine di diventare la mia unica amica, abbiate però la gentilezza di avvertirmi se foste impegnata, sulla vostra buona volontà, e grazie ad oltre conquista, perchè in tal caso mi farei forte sfondandovi il cuore di quei ostacoli: per avervi, se non avessi ciò che spero di averlo, mi accontenterei di posare le mie labbra sulla vostre candide mani, sotto il chiaro della luna: delle belle fiammelle, mentre le vostre dita rosse mi accarezzerebbero, le pallide mani; mi sembra di vedervi in questa gioia immortale, sperando che vorrete accontentarvi; e farvi qualche serenata, per lasciare al mio cuore una speranza buona e rara mentre io suonerò.

Io sarò contento se vorreste accettare un facciolino, ho un mazzolino di rose, dal vostro balcone, perdonatemi e abbiate un pochino d’amore per me, e così sarò più contento e sodddisfatto. L’inchiostro nero, fofglio verde, il nostro amore non si perde; se mai fammi sapere se mi dici di no; ma riga si e una no.

La firma incompresibile riporta cognome e due nomi.

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