PERCEZIONI NATURALI NELL’ARCHITETTURA MONTANA

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MOSTRA PERSONALE DI STEFANO ROLLERO

“PERCEZIONI NATURALI NELL’ARCHITETTURA MONTANA”   

NEI VIOTTOLI  DI ANTICHE VESTIGIA DELLA FRAZIONE COSTA DI VENAUS

DAL 20 LUGLO AL 31 AGOSTO 2013

FRAZIONE “COSTA” COMUNE  DI   VENAUS (TO)
inaugurazione 20 luglio 2013 ore 18

Un percorso espositivo, con tavole, tecniche miste, tele che evocano e richiamano il rapporto con la natura per vivere nel nostro ambiente serenamente.

Frutto di un affascinante percorso di ricerca personale iniziato nel 2005, la mostra (“Percezione del bosco attraverso una corteccia di albero”) e allestita con la realtà del borgo alpino, nello scenario del quotidiano sforzo dell’esistenza, dello spazio vissuto e che ha fatto vivere e che sta lottando per non scomparire.

L’invito alla visita è  uno stimolo per tutti, è una sosta e una pausa nella vita frenetica quotidiana per fermarsi e pensare. Provare a raccontare ai giovani le virtù arcadiche della vita di montagna, in malga e del lavoro nei boschi.

Ed è proprio nei boschi, più che in ogni altro luogo, che l’uomo del terzo millennio  potrà trovare sé stesso; ma per arrivarci dovrà passare attraverso l’arte e la cultura del paesaggio  per apprezzarli ed amarli.

FRAZIONE “COSTA” COMUNE  DI   VENAUS (TO) – Italy

Come tutta l’area alpina, la frazione Costa  ha subito il fenomeno dello spopolamento, iniziato con l’emigrazione di fine ’800 e proseguito negli anni del boom industriale. La scommessa  di oggi è potenziare le  attività volte al turismo, che non è più caratterizzato dalla villeggiatura sul lungo periodo, bensì da permanenze brevi, spesso legate a eventi o attività sportive, culturali, o a momenti di full immersion nella natura, fortunatamente ancora incontaminata.

Sarà un percorso espositivo, con tavole, tele che evoca e richiama il rapporto con la natura per vivere serenamente l’ambiente. Il “nostro intorno”, un luogo per vedere gli antichi colori della creazione, i segni dell’uomo dall’epoca romana e medievale, tra vicoli e garbate soluzioni architettoniche, portali, piccoli balconcini o mensole, che vivacizzano angoli e piccoli scorci che fanno sentire lo scorrere dei tempi nel tessuto delle pietre. Una mostra con un legame con la realtà del borgo alpino che abbraccia e che si lascia amare come le persone di questi luoghi, ospitale  e cordiale, che evoca il fascino di tempi andati, ma che esige rispetto per la sua possanza, libera, non imbrigliata.

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“Natural Perceptions in the mountain architecture”

 

Personal exhibition

By Stefano Rollero

 

In the ancient country lanes of hamlet Costa of Venaus

 

From the 20th of July to the 31st of August 2013

 

Hamlet “Costa” of Venaus Borough

 

A journey exhibited with panels, mixed techniques, canvas. They evoke and recall a relationship with Nature which allow us a serene immersion in the environment. 

This exhibition was born out of a fascinating journey of personal research which begun in 2005,

(Perception of the Woods through the berks of a tree), and created with the vision of the reality of an Alpine village, showing the daily effort of life, and of the lived in environment which helped life and which now fights for survival.

 

The invitation to come and see this exhibition wants to be a stimulus for everybody and a pause in our frenetic every day life to stop and think, to try to tell our young generation about the arcadian virtues of mountain life, also life in Alpine huts and working in the Woods.

It’s in the Woods, more than in any other place, that the third Millennium man will be able to find himself, but he can achieve that through art and environmental culture to better understand and love these. 

 

 

Directions

Motorway A 32

(Torino-Bardonecchia)

Exit Susa

Follow the directions to Venaus

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Ipazia una donna dalla storia infinita

Nonostante siano trascorsi più 1600 anni dalla sua tragica fine, di Ipazia, straordinaria figura di donna ed intellettuale, uccisa nel IV secolo ad Alessandria d’Egitto, si continua a parlare e discutere.

Per questo, le Associazioni Culturali e Artistiche : Armònia,  Gruppo Pittori dello Scalo, Altatensione Teatro, Due Fiumi, in collaborazione con la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana, la Biblioteca Civica Multimediale Archimede di Settimo Torinese

Presentano la Mostra:

 “Ipazia una donna dalla storia infinita” a Settimo Torinese
 (2-24 marzo 2013)

Ecomuseo del Feridano  Via Ariosto, 36/bis Settimo torinese.

inaugurazione: Sabato 2 Marzo ore 17,30

Relazione critica e presentazione di Valeria Massa e Antonio Zappia.

Espongono: Quinto Airola,  Laura Antonietti, Carla Bersciano, Giovanna Carà, Giorgio Baroni, Dario Benedetto, Carla Bresciano, Giorgio Esposito, Alessandro Fioraso, Mario Mondino, Berbara Penna,   Gabriella Bretz, Ivan Cambiolo, Stefania Carollo, Ernesto Cosenza, Antonio Favara, Alessandro Fioraso, Rosa Gattuso, Tiziana Impellizeri, Francesco La Porta, Francesca Mancuso, Mirandolina, Mario Mondino, Franca Valeria Olivieri, Alessandro Paliddo, Barbara Penna, Esterina Pereno, Salvatore Piazza, Marcello Pisano,  Proci Mauro, Antonella Di Piero,  Michele Privileggi, Stefano Rollero, Chiara Salvini, Giusy Romano, Ada Sgrò Falcombello, Claudia Tafuni, Claudio Zanni, Rosalia Zutta.
La mostra, dopo il successo della prima tappa espositiva  tenutasi lo scorso anno a Caselle Torinese nei locali nuovi di via Basilio Bona,  giunge a Settimo presso “l’Ecomuseo Feridano” con oltre 30 lavori tra cui olii, acrilici, acquerelli, tecniche miste, collages, fotografie, ma anche terrecotte e sculture in metallo.

Il passo obbligatorio è legato alla caratteristica 
architettonica  dell’Ecomuseo del Freidano, dove sono esposte le testimonianze delle vicende storiche che hanno plasmato il territorio Settimese caratterizzandone la cultura materiale del luogo stesso.

Le  sale espositive sono collocate al secondo piano  interessato da numerosi tratti architettonici che, dal punto di vista della sequenza espositiva, grazie ad un allestimento  di  sculture, foto e quadri comunica al visitatore un messaggio di immediatezza insito nel processo ideativo.

 

Orario mostra:  visitabile di sabato e domenica, con orario 15-19
Informazioni:  3384155261 museo: 0118028532-509 E-mail armoniarte@libero.it

Segue  Giovedì 7 marzo, ore 20.45, Sala Primo Levi della biblioteca di p.zza Campidoglio, Convegno su Ipazia e il Cristianesimo delle origini.

Interverranno: Don Paolo Mignani, parroco di Mezzi Po; Anna Iaccheo, studiosa della cultura al femminile e di Ipazia; Valeria Massa, attenta studiosa delle tematiche al femminile; Silvio Bertotto, scrittore e storico.  Coordina l’incontro Antonio Zappia.

 Il 15 marzo alle ore 21, 30 presso l’Ecomuseo del Feridano  appuntamento con il teatro e poesia : “INCURSIONI TEATRALI E POETICHE”
A cura delle Associazioni
Altatensione Teatro, Due Fiumi.

 

Partecipare a questi prestigiosi eventi significa non solo avere la possibilità di vedere opere artistiche di buon livello, ma anche partecipare alla conoscenza diretta di Ipazia la quale viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia nonché inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio;   ha rappresentato inoltre la “l’icona della scienza al femminile” per più di un millennio in quanto per trovarne altre, come Maria Agnesi  e Sophie  Germain, bisognerà  attendere il Settecento.

Si tratta dunque di un’opportunità unica che verrà offerta a tutti voi!

In comune abbiamo l’amore per l’arte, la  poesia e teatro, il desiderio di far conoscere soprattutto ai giovani  l’insegnamento dei valori umani e civili sui quali si fondano le società  democratiche.

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Come arrivare a Settimo Torinese:
Linea suburbana (Porta Susa Torino n. 49 e n. 51
Linea ferroviaria Torino – Chivasso – Milano
Linea ferroviaria Canavesana
Autostrada To – Mi (uscita Settimo Torinese)
SS 11
Superstrada Torino – Chivasso (uscita Settimo Torinese)   
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NEL SEGNO DI IPAZIA
Arte, filosofia e cristianesimo dei primi secoli

Alessandria d’Egitto è sempre stata un simbolo di città illustre per la sua architettura e per la sua celebre biblioteca di inestimabile valore.
Qui, intorno al 370 d.C., nacque Ipazia e vi morì tragicamente nel 415. Figlia del filosofo e astronomo Teone, Ipazia divenne una sapiente filosofa di quella scuola neoplatonica che, con la mediazione dei filosofi greci, diffuse i primi semi della sapienza divina in tutto il resto del mondo.
Ipazia insegnava sulla pubblica piazza e introduceva i suoi allievi alla matematica, all’astronomia e alla filosofia, spiegando a chiunque volesse ascoltarla Platone, Aristotele e le opere di altri filosofi.

Amata, per questi motivi, da gran parte della sua città, tanto che le persone che si prendevano carico delle pubbliche questioni erano solite recarsi prima di tutto da lei.
Si ritiene che anche per questo nacque il contrasto con il vescovo e patriarca di Alessandria, Cirillo, che si vuole come l’artefice della sua morte. Infatti, come scrive il filosofo Damascio, «il vescovo era a capo della setta avversa»: con Ipazia collocata dalla parte pagana e il vescovo, ovviamente, da quella cristiana.
Avvenne così che la filosofa, mentre una sera rientrava a casa dopo una sua pubblica apparizione, fu attaccata e uccisa brutalmente.
Un’infamia alla ragione e al sapere, compiuta dal fanatismo religioso che nulla aveva a che fare con il sublime messaggio di Gesù Cristo.

Con la morte di Ipazia sparirono pure i suoi scritti. Tutto quello che si ha di lei è stato tramandato dagli studiosi e dai suoi discepoli, tra i quali il suo più importante allievo, Sinesio di Cirene.
La filosofa viene oggi riconosciuta come eroina protofemminista e come martire della libertà di pensiero, ma paradossalmente il vescovo Cirillo nel 1882 è stato proclamato santo.

Dal richiamo di questa icona del sapere in una cornice artistica a tema si svolgerà, giovedì 7 marzo ore 20.45 nella sala Primo Levi della biblioteca, un convegno su Ipazia e il cristianesimo delle origini con relatori di prestigio: Don Paolo Mignani, parroco di Mezzi Po; Anna Iaccheo, studiosa della cultura al femminile e di Ipazia; Valeria Massa, attenta studiosa delle tematiche al femminile; Silvio Bertotto,  storico, scrittore e giornalista.

Antonio Zappia

                  

Apriamo l’anno che sta per cominciare con speranze..

Siamo in mezzo a due correnti opposte che formano la cultura del mondo di oggi: la corrente che globalizza la nostra realtà e quella che conserva le nostre diversità, le nostre unicità, e irripetibilità.
Nessuno si libera da solo.
Nessuno libera un altro.
Ci si libera tutti insieme.

Buon Anno a Tutti !!!
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XVI edizione del Premio di Scultura Cesare Pavese

Una significativa rivisitazione plastica dell’opera Pavesiana sarà presentata nell’ambito  della XVI edizione del Premio di Scultura Cesare Pavese con il seguente tema: “Luoghi, Personaggi e Miti Pavesiani”.

 

 

 

 

 

 

 

Edizione del premio nazionale dedicato allo scrittore di Santo Stefano Belbo.

L’iniziativa, coordinata dal Prof. Luigi Gatti e Massimo Parodi, rispettivamente presidente Cepam e vicepresidente, raccoglie ogni anno ampi consensi da parte degli artisti, che indagano l’opera di Pavese estrapolandone nuovi stimoli, in un felice connubio tra letteratura e arte.
Gli scultori che partecipano  alla rassegna sono  provenienti da diverse regioni italiane e da diversi paesi stranieri, a testimonianza di come la poetica di Pavese continui a destare interesse non solo in ambito letterario, ma anche artistico, dove nelle diversificate accezioni di stile gli autori producono ripercorrono luoghi, miti e personaggi pavesiani.

L’edizione di quest’anno riserverà un omaggio allo sculture Franco Garelli con una personale.

Un’apposita Commissione, formata da noti artisti e critici d’arte, giudicherà insindacabilmente sull’attribuzione dei premi in palio.

 

Le opere rimarranno esposte dal 30 settembre al 28 ottobre 2012, giorno della premiazione fissata per le ore 15,00.

Fondazione Cesare Pavese con sede nella casa natale dello scrittore.

 

Via Cesare Pavese, 20
12058 Santo Stefano Belbo (CN)
info: 0141/840990 – 844942

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LA LUNA E I FALO’

32cm x  10cm – 2012
Scultura di Stefano Rollero
Questo lavoro è stato  realizzato con oggetti da recupero, scorie di bronzo saldate, legno e fibra di juta.

Mi sono ispirato al romanzo La luna e i falò.  In senso metaforico descrivo la rappresentazione del rapporto tra  il  messaggio etico e la forza d’animo..    La memoria e ricordi, tracce del passato ormai  fossilizzate in un ramo d’albero quale valore tautologico(discorso che per altro si traspone all’essere umano:

“quello che sei e quello che eri”

 La luna come simbolo delle stagioni e della solitudine, la perdita delle illusioni,  il coraggio e la forza di abbandonare la terra di origine con decisione slanciata e fuggente, come un’ala che si apre al vento..

catalogo ufficiale della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia

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ImmagineGrazie per la  numerosa presenza alla mostra tenuta presso la  Torre medioevale di Settimo Torinese, e per l’apprezzamento delle opere messe in  mostra.

A tal proposito mi preme segnalare un nuovo evento: la  “Seconda mostra di primavera”  in programma presso il Chiostro di Castiglione Torinese, il 9 e 10 giugno.
 Un appuntamento organizzato dall’associazione Artistica  Armònia.
  Due giorni all’insegna dell’arte in una cornice stuipenda.
 Il settecentesco Chiostro a ridosso della struttura Municipiale, ospita nei periodi estivi varie attività di intrattenimento culturale.

 Ricordo l’uscita  del catalogo ufficiale della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia “LO STATO DELL’ARTE” Editore ISTITUTO NAZIONALE DI CULTURA, a cura di Vittorio Sgarbi e  Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 1260 pagine, 70,00 euro.
(A pag. 1002 la mia opera.)

Il volume si può trovare nel bookshop della Galleria di Arte Moderna di Torino, al Castello di Rivoli, nei concept store,  gallerie private, fondazioni,  sedi bancarie, art bar,  librerie di design, cultura,  moda.


http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1130614661.html

MOSTRA COLLETTIVA DI ARTE CONTEMPORANEA Presso la TORRE MEDIOEVALE

Ciao a tutti, la presente per informarVi di una originale ed  importante iniziativa artistica presso la Torre Medioevale di Settimo torinese.

Per chi fosse interessato, è una buona occasione per avvicinarsi all’arte  e  scoprire il luogo più rappresentativo della storia e antichità di Settimo.
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La Città di Settimo Torinese  e Associazione Artistica Armònia

Organizza la:

“MOSTRA  COLLETTIVA  DI ARTE CONTEMPORANEA”

Presso la TORRE MEDIOEVALE DEL PALAZZO COMUNALE

Vernissage :    venerdì 18 maggio ore 18.00

Periodo:       DAL 18 AL 22 MAGGIO 2012
Torre Medioevale Palazzo Comunale, Piazza Vittorio Veneto, Settimo Torinese
orario :    Dal Martedì al Venerdì dalle ore16 alle ore 19
il Sabato e la Domenica dalle ore 10 alle 12  e dalle 16 alle 19.

free admittance

ESPONGONO : Bresciano Carla – Cambiolo Ivan – Carollo Stefania – La Porta Francesco -Mondino Mario – Oliveri Franca  Valeria – Paliddo Alessandro- Penna Barbara-Privileggi Michele – Rollero Stefano.

 

“L’esposizione artistica ” nella Città di Settimo Torinese continua ad essere un grande momento di godimento estetico, che merita di essere gustato a pieno, con la consapevolezza che Settimo Torinese è ormai,  in grado di proporre al pubblico artisti di pregevole fattura.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Armònia” guidata dall’infaticabile Ivan Cambiolo.

L’obiettivo è  quello di avvicinare i cittadini all’arte e dialogare con gli artisti in quanto l’arte,  nascendo nella solitudine e nella lontananza, appartiene agli uomini, altrimenti è fuori dal mondo e dal suo destino.  Ecco pperchè l’artista, una volta creata l’opera, la espone come forma di  invito per essere vista per poterla poi commentare insieme una comune esperienza dello spirito.

L’evento, di grande portata pratica ma anche simbolica, si svolgerà, nell’incantevole cornice della Torre Medioevale.

Nota storica della location espositiva.

La torre è l’ultimo elemento superstite dell’antico castello signorile, gravemente danneggiato e forse distrutto durante le guerre franco-asburgiche del sedicesimo secolo.
Il castello e la torre ancora in piedi furono costruiti sul sito di un precedente fortilizio presumibilmente tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento di cui non si conservano tracce se non nelle fonti d’archivio.
Quali edifici comprendesse il castello e quale fosse il suo assetto planimetrico non è attualmente noto: tutte le ricostruzioni proposte sono frutto di congetture e come tali devono essere considerate.
Durante gli ultimi secoli del Medioevo, l’importanza del castello e del borgo fortificato di Settimo dipese dalla possibilità di controllarvi il tratto finale della strada di Lombardia, vale a dire della “via publica peregrinorum et mercatorum” (strada pubblica dei pellegrini e dei mercanti) che entrava in Torino dalla Porta Doranea o Porta Palatina.
Nella seconda metà dell’Ottocento, la torre fu trasformata in una sorta di residenza secondaria per iniziativa di una ricca famiglia torinese.
A ovest dell’edificio storico venne costruito un palazzotto in stile gotico, secondo il gusto romantico dell’epoca. Un bel giardino con alberi secolari occupava tutta l’area del distrutto castello. La proprietà era chiamata “Villa Calma”.

 

Curatore/i Città di Settimo Torinese- Associazione Armonia.

Info:  armoniarte@libero.it