Archive for the ‘ i costi della politica ’ Category

Che l’esempio sia dato per primo dalla più alta Istituzione.

 

 

Giorgio Napolitano: “La manovra è arrivata           giusto in tempo per evitare la catastrofe”.  Accolgo con soddisfazione il provvedimento impostato dal governo. Ce la faremo.”

 

 

 

 

 

 

 

 

Confidenzialmente e sorridendo: “A guaglio,’ ca’ nisciuno e’ fesso!!! ”

In una contingenza così drammatica per la nazione, con sacrifici che incidono sulla carne viva dei cittadini, Giorgio deve dare per primo il buon esempio…

 

Se si vuole a tagliare realmente i costi della politica, bisognerebbe proprio iniziare dalla residenza del Presidente, il palazzo più alto di Roma.

Perché a tutt’oggi non esiste paragone possibile con altri palazzi presidenziali di Europa: il Quirinale costa più di tutti, palazzi reali compresi.
Un esempio?
La regina d’Inghilterra Sua Maestà Elisabetta, residente a Buckingham Palace, ha messo on line tutti i suoi conti. Precisando quanto spende per questo e quanto spende per quello fin nei dettagli.

Fino all’ultimo centesimo. Si può consultare il sto (www.royal.gov.uk/output/page3954.asp.) con 33 pagine ricche di dettagli.

Il cittadino inglese può sapere che i dipendenti a tempo indeterminato ( impiegati, addetti, poliziotti, camerieri, giardinieri ecc..) a carico della Civil List alla fine del 2009 erano 310, cioè 3 in più rispetto all’anno prima.

Che la regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro. Che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro, i costi dei suoi viaggi e rappresentanza.

Da noi no: segreto.

Il bilancio del Quirinale è vietato ai cittadini.

Non esiste un bilancio certificato del Quirinale, non esiste una nota integrativa reale messa disposizione dei cittadini, non esiste una reale trasparenza.
Alcuni dati generici il Colle li ha dati. Per la prima volta, nel gennaio del 2007, sono le note fondamentali delle scelte contenute nel bilancio interno.
L’unica limatura accettata da Napolitano è stata una sforbiciatina alla dotazione del Quirinale: oggi il Quirinale ci costa 228 milioni di euro, nel 2010 era di 231 milioni.

I risparmi sono quasi tutti arrivati però da una rinuncia non clamorosa: la riduzione del personale comandato da altre amministrazioni.

Lo stipendio di Napolitano è di 239.182 euro all’anno, con scatti automatici che recuperano l’inflazione.
In organico oggi al Quirinale ci sono 843 dipendenti: 74 appartenenti alla carriera direttiva, 97 alla carriera di concetto, 204 alla carriera esecutiva e 488 alla carriera ausiliaria.
Oltre a questi se ne aggiungono altri 103 di fiducia portati al Quirinale come staff personale da Napolitano e con un contratto che scadrà al termine del settennato.

Di questi 77 sono in posizione di comando, e 26 collaboratori a contratto. Siamo a 946 dipendenti.

E non bastano. Perché chi pensa alla sicurezza del Capo dello Stato?

Il personale “militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza” ammonta a 861 unità, compresi i 258 ammiratissimi corazzieri. In tutto fanno 1807 che vigilano sulla sicurezza di Napolitano, un numero sproporzionato, unico nel mondo delle democrazie occidentali.
E il parco delle auto blu del Quirinale?

Una Lancia Thesis limousine, tre Maserati, due Lancia Thesis blindate e una Lancia Thesis di riserva., oltre alle 2 Lancia Flaminia 335 del 1961 utilizzate per le sfilate del 2 giugno. Poi ci sono 14 auto (una di proprietà e 13 in leasing) a disposizione dei Presidenti emeriti della Repubblica (Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi), del segretario generale (Donato Marra), del segretario generale onorario (Gateano Gifuni) e dei 10 consiglieri personali del presidente della Repubblica: c’è un’auto a testa senza bisogno nemmeno di fare i turni.

Infine 10 auto di servizio.