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Sandro Bondi, Giancarlo Galan, Lorenzo Ornaghi.. “Io speriamo che me la cavo..”

 

 

L’ex ministro dei beni culturali Giancarlo Galan, sbarcò ai Beni Culturali con dichiarazioni forti, se non roboanti: “bisogna investire, non servono più soldi ma capacità di spendere”.
Con la capacità, i soldi si trovano.
“La cultura è la benzina del Paese” (rivolgendosi allo storico nemico Giulio Tremonti).
Proporrò che tornino al ministero direttamente gli introiti di musei e siti archeologici che oggi vanno al Tesoro.”

Peccato che poi tutte queste dichiarazioni siano rimaste nel cassetto della sua scrivania.
Colpa, certo, della drammatica crisi economica, che ha dettato altre priorità, ma, anche di alcune pecche che Galan ha dovuto affrontare.
Così molte sue prese di posizioni chiare, prese con il piglio, si sono risolte in contraddizioni, polemiche, batti e ribatti che hanno lasciato le cose praticamente come prima. Se non addirittura peggio.
Una di queste è la questione Festival di Roma sfociata in battibecco con il sindaco capitolino Alemanno, altra questione, il problema di Cinecittà: Galan ha cambiato i vertici della nuova creatura Cinecittà-Istituto Luce, i lavoratori di Cinecittà hanno bocciato la riforma dell’ente, paventando un piano di “smantellamento del patrimonio culturale”. Rassicurazioni ministeriali, e proteste al teatro Valle. Che tra l’altro rischia di essere ceduto ai privati.

Sulla questione di Pompei, il piano ministeriale prevede 105 milioni di euro, ma a guardare bene le carte si scopre che la cifra effettiva destinata alla famosa area archeologica è di 85 milioni di euro. In ogni caso si tratta di soldi europei, uno sforzo in più per il secondo sito italiano più visitato al mondo (dopo il Colosseo) si poteva fare..

Ultima, prima delle dimissioni, l’annuncio delle propria intenzione di non procedere più alla nomina di Giulio Malgara alla presidenza della fondazione Biennale di Venezia. “Ringrazio Giulio Malgara per avermi chiesto di non ratificare la sua nomina – precisa Galan – nonostante fossi già nelle condizioni di poterlo fare”.

Galan, Padovano, soprannominato “Il Doge” dai suoi detrattori per aver governato il Veneto dal 1995 al 2010, si è arenato tra le sue buone intenzioni con scarsi risultati, devo però rinonoscere a Galan il merito per aver rilasciato la speciale concessione che ha permesso di trasportare dal caveau della Biblioteca Reale di Torino il celebre Autoritratto “a sanguigna” di Leonardo, per esporlo nelle Scuderie juvarriane della Reggia di Venaria nell’ambito della mostra “Leonardo, Il genio, il mito”, visitabile fino al 29 gennaio 2012. Ed è già boom di prenotazioni: 25 milla.

P.S. Auguri di buon lavoro al nuovo ministro dei Beni e delle Attività culturali, Lorenzo Ornaghi.

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