Roma città aperta e indignata

Oggi tantissime e tantissimi invaderanno Roma, si scende in piazza contro due avversari: l’attuale governo e quello altrettanto feroce che si prepara, per opera delle banche e lobby finanziarie Europe e Mondiali.

Ma…   in Italia, dove si fermano i tagli di Tremonti?
Anzi, dove vengono immesse gigantesche risorse di denaro pubblico?
Nelle spese militari!!!!!!

(vedere rendiconto spese di lettere 43)

http://www.lettera43.it/attualita/28368/la-difesa-in-numeri.htm

È mai possibile che a nessun politico, di “sinistra” o di opposizione sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari ?
Una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione economico-sociale del paese.
Per le spese militari si trovano sempre le somme, i banchieri e le banche centrali non fanno problemi, e neppure la corte dei conti UE nell’aumento poderoso del debito pubblico Italiano !
Un costo, quello delle armi, che potrebbe essere trasformato in sostegno a politiche sociali, alla ricerca, alla cultura che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova stagione di ideali e di speranze..

Ricordo pure che i tagli alla cultura sono il segnale del grave declino a cui sta andando incontro il nostro Paese. Con la sua politica miope il governo uccidere giorno per giorno un comparto simbolo dell’Italia nel mondo, che rappresenta anche un settore chiave della nostra economia.

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  1. Per le spese militari si trovano sempre le somme, i banchieri e le banche centrali non fanno problemi, e neppure la corte dei conti UE nell’aumento poderoso del debito pubblico Italiano !
    Un costo, quello delle armi, che potrebbe essere trasformato in sostegno a politiche sociali, alla ricerca, alla cultura che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova stagione di ideali e di speranze..

    • Una manifestazione grande, colorata, allegra e pacifica, mezzo milione di giovani arrivato da tutta Italia per manifestare la loro indignazione, presa in ostaggio da una guerriglia urbana scatenata da gruppi isolati di teppisti, cui ha fatto da controaltare una gestione tardiva e assurda dell’ordine pubblico.

      Ma le ragioni del movimento resteranno tutte lì, come dimostrano i milioni di “indignati” in marcia da un punto all’altro del globo, contro la dittatura affaristico-finanziaria

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